Logo ReAutReddito e Automazione ReAut

Articoli


Andrea Fumagalli,docente di Economia politica all'università di Pavia. Già vicepresidente del BIN-Italia (Basic Income Network-Italia), membro dell'Executive Committee del BIEN. REDDITO

Il reddito di base? Uno strumento per remunerare l’ozio che produce valore

Autore: Matteo Cavallito 

Data: 28 Agosto 2018 

Editore: Valori.it 

«In un contesto come quello attuale preferisco non parlare di reddito di cittadinanza». Andrea Fumagalli, professore associato di Economia Politica presso l’Università di Pavia e membro del Comitato esecutivo del BIEN (Basic Income Earth Network) e del Bin-Italia (Basic Income Network), si occupa dei temi di reddito, salario e produzione-riproduzione del capitalismo. «Il reddito di base deve essere considerato un reddito primario, cioè che remunera».

Che cosa remunera?

Il fatto che nell’attuale sistema produttivo non esistono più le vecchie categorie. La ricchezza sociale prodotta in un determinato contesto territoriale e in un certo periodo di tempo si è sempre distribuita tra i fattori che hanno contribuito a crearla, cioè lavoro, impresa, proprietà, quindi salari, profitti e rendite. Questa distribuzione, cioè le quote, è stata determinata da una serie di fattori e di dinamiche ma non sono indubbiamente neutrali: rapporti di forza, leggi, fiscalità.

A partire dalla seconda guerra mondiale...


Elena Granaglia, Professoressa ordinaria di Scienza delle Finanze nell'Università di Roma Tre e membro della Redazione del Menabò di Etica e Economia. REDDITO

Dare lavoro, non reddito. Liberiamoci da alcuni pregiudizi

Autore: Elena Granaglia 

Anno: 13 Marzo 2017 

Editore: Etica ed Economia 

“Garantire uno stipendio a tutti non risponde all’articolo 1 della nostra Costituzione che parla di lavoro, non di stipendio. Il lavoro non è solo stipendio, ma anche dignità. Il reddito di cittadinanza nega il primo articolo della nostra Costituzione”.

Così si è espresso Matteo Renzi in un’intervista rilasciata al Messaggero il 26 febbraio scorso. Una volta tanto, però, il punto è largamente condiviso anche da esponenti/ex esponenti della sinistra del PD e da grande parte dei sindacati, riflettendo un sentimento radicato nel nostro paese, così radicato da avere contribuito all’assenza perfino di un reddito minimo, circoscritto ai più poveri. Com’è noto, l’Italia, insieme alla Grecia (che peraltro ne ha avviato una sperimentazione) è l’unico paese nell’Europa a 28 priva di qualsiasi rete di ultima istanza per i poveri. Anche per questo, ben il 44% dei poveri assoluti non riceve, in Italia, alcuna assistenza (il dato è in Irs, Ripensare il welfare). Ora, qualcosa potrà cambiare, grazie a...


braccia robotiche AUTOMAZIONE

Non possiamo parlare di robot senza parlare anche di reddito minimo

Il reddito minimo funziona e ne avremo bisogno se i robot sostituiranno davvero il 47 percento della forza lavoro entro il 2033.

Autore: Wren Handman 

Anno: 17 maggio 2016 

Editore: Vice 

Un tempo le discussioni sul reddito di base—il salario che il governo dovrebbe garantire a ogni cittadino—erano relegate allo squallido ufficio di qualche politico di estrema sinistra o alla stanza di qualche studente idealista determinato a risolvere i problemi ereditati dalla precedente generazione. Era una dibattito che verteva sulla responsabilità sociale. Non era un fatto economico, insomma, ma morale.

La significativa accelerazione nel processo di automazione del lavoro e progressiva sostituzione dei dipendenti umani, però, sta riportando in auge il tema. La società di oggi rischia di pagare cari gli sviluppi nel campo dell'intelligenza artificiale o della crescente automazione e si cercano modi di intervenire prima che sia troppo tardi. Tra questi, l'opportunità di garantire un reddito di base.

L'ascesa dell'intelligenza artificiale

Oren Etzioni, amministratore delegato dell'istituto Allen per la ricerca sull'intelligenza artificiale, crede che l'IA sia la chiave per...


Contatti