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Reddito e Automazione | ReAut è un progetto che ha lo scopo di raccogliere dati e notizie su basic income e automazione per capirne gli effetti sulla nostra società. Lo scopo, senza pretesa di esaustività, è quello di fornire degli strumenti a tutt* per orientarsi sui due temi trattati, ovvero il reddito di base, nelle sue diverse accezioni e sfumature, e lo sviluppo della automazione industriale e non solo, ma, sopratutto capire come l'interrelazione tra questi due elementi possa costruire la società del futuro.


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News


Tessera del Reddito di cittadinanza ITALIA

Il reddito di cittadinanza finora ha raggiunto solo un terzo delle famiglie povere


Il reddito di cittadinanza è arrivato finora a 674mila nuclei familiari. Ma secondo i numeri appena aggiornati dall’Istat sono 1,8 milioni le famiglie che vivono in povertà assoluta, per un numero complessivo di 5 milioni di persone. In pratica lo strumento bandiera dei Cinque Stelle ha raggiunto in questi primi mesi solo un terzo della platea potenzialmente bisognosa. I numeri dei beneficiari dell’assegno sono sicuramente destinati a salire, ma il rallentamento delle domande è evidente tanto che lo stesso presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha ribadito che già da quest’anno ci sarà un risparmio di 1 miliardo di euro.

Un esercito di un milione e 800mila famiglie vive in povertà assoluta, per un numero complessivo di 5 milioni di persone. Con un’incidenza che tra i cittadini stranieri balza al 30,3% - oltre un milione e mezzo di persone - mentre tra gli italiani si attesta a una media del 6,4%. Questa la fotografia appena scattata dall'Istat nelle statistiche 2018 sulla povertà. Numeri...


Una videocamera ogni tre persone. Riconoscimenti facciali e vocali. La Cina punta tutto sulle smart city ultra tecnologiche. MONDO

Controllo e sicurezza. Gli occhi acuti della Cina

Cina. Una videocamera ogni tre persone. Riconoscimenti facciali e vocali. La Cina punta tutto sulle smart city ultra tecnologiche. Viaggio all’interno dell’azienda che per il governo traccia i movimenti delle persone minuto per minuto, 24 ore su 24.

Autore: Simone Pieranni 

Data: 9 Aprile 2019 

Editore: Il Manifesto 


L’atrio degli uffici della Terminus, a Pechino, è completamente bianco. Il taglio a zig zag delle porte che consentono gli ingressi negli open space è quello che ricordiamo nei film di fantascienza e nella popolare serie di Guerre Stellari. L’idea da trasmettere è quella di «futuro» più o meno immaginato e conosciuto, perché Terminus – fondata nel 2015, una delle tante startup cinesi divenuta ben presto «unicorno» (valutate oltre il miliardo di dollari) – il «futuro» lo maneggia per renderlo estremamente «presente». Il suo scopo è infatti quello di provvedere per conto del governo alla gestione «intelligente» di compound e interi quartieri cittadini, mettendo insieme quanto il vistoso e attuale menu in fatto di Intelligenza artificiale...


Libri


Il reddito di base. Una proposta radicale di Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght REDDITO

Il reddito di base - Una proposta radicale

L'idea, ardita e controversa, di riconoscere un reddito di base a ogni individuo, ricco o povero, senza chiedere in cambio contropartite lavorative, non è nuova, risale alla fine del '700.

Sostenuta in passato da pensatori di diverso orientamento politico, come Paine, Stuart Mill, Galbraith o Hayek, è tornata alla ribalta con la crisi del welfare tradizionale ed è oggi la proposta di politica sociale più dibattuta al mondo.

Nella loro appassionata difesa del reddito di base, gli autori si confrontano con le principali misure alternative di contrasto della povertà e rispondono alle obiezioni di natura etica, economica e politica rivolte a tale proposta, per mostrarne la sostenibilità. Nella convinzione che un'idea così radicale possa essere la soluzione politica più efficace per affrontare l'insicurezza economica e l'esclusione sociale del nostro tempo...


Copertina de il reddito di base di Elena Granaglia e Magda Bolzoni REDDITO

Il reddito di base

L'attenzione verso il reddito di base è alta anche nel nostro paese. Oltre ai progetti di legge depositati in Parlamento, alle proposte di studiosi e di organizzazioni sociali e alle iniziative adottate a livello locale, è di fine gennaio 2016 l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un disegno di legge in materia di contrasto alla povertà.

A prescindere dai vincoli finanziari, le obiezioni culturali nei confronti di un reddito di base restano, tuttavia, forti e variegate.

Attraverso un'analisi rigorosa, ma di facile lettura, il volume mira a fornire gli strumenti cruciali per orientarsi in questo dibattito. Entra nel dettaglio delle principali configurazioni di reddito di base, dal reddito minimo al reddito di cittadinanza, all'imposta negativa, alle dotazioni di capitale fino alle tante declinazioni che ciascuna forma può assumere. Esamina le più recenti evoluzioni in atto nell'Unione Europea e in italia. Infine, argomenta con forza le diverse ragioni di giustizia e di efficenza a favore di un reddito di base, delineando le principali implicazioni per le politiche pubbliche....


Articoli


Andrea Fumagalli,docente di Economia politica all'università di Pavia. Già vicepresidente del BIN-Italia (Basic Income Network-Italia), membro dell'Executive Committee del BIEN. REDDITO

Il reddito di base? Uno strumento per remunerare l’ozio che produce valore

«In un contesto come quello attuale preferisco non parlare di reddito di cittadinanza». Andrea Fumagalli, professore associato di Economia Politica presso l’Università di Pavia e membro del Comitato esecutivo del BIEN (Basic Income Earth Network) e del Bin-Italia (Basic Income Network), si occupa dei temi di reddito, salario e produzione-riproduzione del capitalismo. «Il reddito di base deve essere considerato un reddito primario, cioè che remunera».

Che cosa remunera?

Il fatto che nell’attuale sistema produttivo non esistono più le vecchie categorie. La ricchezza sociale prodotta in un determinato contesto territoriale e in un certo periodo di tempo si è sempre distribuita tra i fattori che hanno contribuito a crearla, cioè lavoro, impresa, proprietà, quindi salari, profitti e rendite. Questa distribuzione, cioè le quote, è stata determinata da una serie di fattori e di dinamiche ma non sono indubbiamente neutrali: rapporti di forza, leggi, fiscalità.

A partire dalla seconda guerra mondiale...


Elena Granaglia, Professoressa ordinaria di Scienza delle Finanze nell'Università di Roma Tre e membro della Redazione del Menabò di Etica e Economia. REDDITO

Dare lavoro, non reddito. Liberiamoci da alcuni pregiudizi

“Garantire uno stipendio a tutti non risponde all’articolo 1 della nostra Costituzione che parla di lavoro, non di stipendio. Il lavoro non è solo stipendio, ma anche dignità. Il reddito di cittadinanza nega il primo articolo della nostra Costituzione”.

Così si è espresso Matteo Renzi in un’intervista rilasciata al Messaggero il 26 febbraio scorso. Una volta tanto, però, il punto è largamente condiviso anche da esponenti/ex esponenti della sinistra del PD e da grande parte dei sindacati, riflettendo un sentimento radicato nel nostro paese, così radicato da avere contribuito all’assenza perfino di un reddito minimo, circoscritto ai più poveri. Com’è noto, l’Italia, insieme alla Grecia (che peraltro ne ha avviato una sperimentazione) è l’unico paese nell’Europa a 28 priva di qualsiasi rete di ultima istanza per i poveri. Anche per questo, ben il 44% dei poveri assoluti non riceve, in Italia, alcuna assistenza (il dato è in Irs, Ripensare il welfare). Ora, qualcosa potrà cambiare, grazie a...


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